Come primo capitolo della rubrica riguardante i miei filosofi preferiti, non potevo iniziare che con il più grande di tutti: Friedrich Nietzsche, pensatore di rara intelligenza in grado di saper coniugare nelle sue opere Realismo e Utopia.Lo ritengo un filosofo che si riferiva ad una nicchia, ma a causa di alcuni fraintendimenti, è diventato impropriamente un filosofo di massa.
Sono dispiaciuto dal fatto che sia diventato molto famoso ai giorni nostri soprattutto per una cosa del tutto falsa come il fatto che egli sia l’ideatore del Nazismo.
Se si chiede alle persone comuni quale fu la grande innovazione di Nietzsche, i più risponderanno il Superuomo (l’altro motivo per cui è famoso), non sapendone dare la lettura che Friedrich predicava(la maggior parte non sa proprio darne alcuna lettura!).
Consigliando a tutti i visitatori del blog i suoi capolavori più illustri (Così parlò Zarathustra, Al di là del bene e del male,…), vi elenco alcuni degli aforismi che più mi hanno colpito:
- “Quanto più ci innalziamo, tanto più piccoli sembriamo a quelli che non possono volare”
- “Tra le cose che possono portare un pensatore alla disperazione, c’è la constatazione che all’uomo l’illogicità è necessaria, e che da essa può derivare molto bene”
- “Madre dell’eccesso non è la gioia, ma la mancanza di gioia”
- “Non appena saliamo più in alto di coloro che sino allora ci ammiravano, proprio a questi appariamo caduti e precipitati in basso: essi infatti ritenevano in ogni circostanza di essere con noi sulla cima (sia pure per mezzo nostro)”
- “La felicità non è fare tutto ciò che si vuole. E' volere tutto ciò che si fa”
- “In momtagna il cammino diretto è di vetta in vetta: ma devi avere le gambe lunghe. Le sentenze debbono essere vette e coloro per le quali sono pronunciate debbono essere grandi e di alta statura”
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